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2010

Old Phone Clock Design, Milan 2010

Remember these phones? Well, for the ones who don’t, this is what we used to use in the 20 th century :) This idea we saw at Milan was the only one to bring as back in time, as every other design reflected opulence and modernity. Which is why we picked it as a display item for today. The clock is placed where the dialing numbers used to be which we consider to be quite cool. This could always work as a museum-like home item and a definite guest puzzler. We imagine this is the only version of the unusual clock, but we think it would be interesting for it to become produced at a large scale. Sure, Eastern European countries would not go for such a design, but perhaps it would work in technology saturated environments.

posted in freshome.com on April 29th, 2010
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Céation Luca Scarpellini chez USEDESIGN

Une approche singulière et décalée, le designer italien Luca SCARPELLINI recycle, détourne et se réapproprie des objets du quotidien de ces 50 dernières années.
Comme il aime à le décrire, il essaie avec un peu de peinture et d’idées, de “cacher le passé des objets en les enterrant sous une couche de glamour et de kitsch”… un téléphone devient une horloge, une selle de vélo un luminaire, ou de vieux fers à repasser des serre-livres.

posted in decodesign.space-blogs.com on April 28th, 2010
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Collezione Sottomondo di useDesign + ilaria.i

Alice si addormenta all’ombra di un albero e sogna. Sogna di mondi meravigliosi, i cui abitanti sono tanto divertenti quanto pazzi.
Le riassemblate forme industriali di oggetti di recupero create da Luca Scarpellini vengono ora fatte rivivere dalle colorate decorazioni ideate e realizzate a mano da Ilaria Innocenti. La nuova vita che i due designer creano per ventole, ferri da stiro, caschi da parrucchiere, secchi di latta e teiere, acquista ora un valore più alto, diventa il supporto per raccontare storie e narrare le avventure del paese sognato da Alice.
La collezione Sottomondo firmata da useDesign e ilaria.i prende quindi spunto dalle vicende narrate nel 1800 da Lewis Carroll per giungere alla trasformazione di comuni oggetti di casa degli ultimi sessant’anni in pezzi unici, colorati e dinamici, che riportano alle vicende e ai personaggi del mondo incantato di Alice.

posted in youngdesigner.it on April 24th, 2010
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Forlì, al Mega le azioni per un mondo sostenibile

FORLI’ – MEGAforlì dedica tutto il mese di aprile al progetto “Ri-usO/azioni per un mondo sostenibile”, con la mostra “WHAT WAS WILL BE” dal 7 al 30 aprile, a cura di Luca Scarpellini e un calendario pensato per affrontare temi inerenti al progetto.

useDesign

Luca Scarpellini, con il marchio useDesign, realizza pezzi unici d’arte/design riciclando oggetti di scarto, recuperati da ferrivecchi, mercatini e sfasciacarrozze, facendo dell’eco-sostenibilità la caratteristica principale della sua idea di arte. Recuperando oggetti comuni, abbandonati e in fin di vita, vuole farli rinascere con nuove vesti, più glamour e kitsch per farli tornare in grande stile nella società, con nuove forme e nuove funzionalità. www.usedesign.it

“WHAT WAS WILL BE”

Luca Scarpellini, designer e creatore della linea useDesign, in collaborazione con Cultura Progetto, ha tenuto nel mese di marzo un workshop sul design anonimo italiano con un laboratorio pratico di realizzazione di oggetti di design ricavati da materiali di scarto.

La mostra “WHAT WAS WILL BE”, che inaugura mercoledì 7 aprile alle ore 17.30, vedrà esposti i migliori progetti realizzati dai partecipanti del corso con le nuove produzioni di useDesign.

In programma concerto e letture a cura del Collettivo Ginsberg, presentazione della mostra a cura di Luca Scarpellini. Espongono anche i partecipanti al workshop: Alberto Balletti, Elena Bianchi, Silvia Laghi, Elisa Mitaritonna, Angela Pozzetti.

A seguire, dibattito sul risparmio energetico e il suo rapporto con l’arte, il design e la società contemporanea: useDesign incontra Matteo Pini e Federico Santolini, designers, che presenteranno al pubblico, attraverso dei prototipi (un orologio da polso e un comodino-lampada), i progetti di tesi di progettazione ISIA sulle potenzialità della prototipazione rapida e del cemento nella produzione di oggetti.

COLLETTIVO GINSBERG

Un’abbondante dozzina di musicisti rotanti intorno a un posto che si chiama Vaso di Pandora, nel punto in cui Forlì diventa Ravenna. Il collettivo negli ultimi due anni ha prodotto due dischi. Nell’aprile 2009, causa temporanea trasferta londinese del vocalist Cristian Fanti, le passioni letterarie dei ragazzi si sono concretizzate ne L’IMMAGINARIO COLLETTIVO, un progetto parallelo in cui tre musicisti e un Narratore vi faranno sentire dei veri intellettuali di sinistra.

Il Narratore è Il Drugo.I musicisti sono Andy, Simone e Vix.

Le parole sono di Borges, Bukowski, GinsBerg e un sacco di altra gente con la B.

La musica è del Collettivo.

Ci sono due chitarre elettriche, una chitarra acustica, un dobro, un ukulele, uno xylofono, una diamonica (o melodica? non si è mai capito), delle diavolerie elettroniche, delle diavolerie analogiche, un mappamondo al contrario e un grammofono.

E poi c’è il Drugo che legge, e già dovrebbe bastarvi.

L’IMMAGINARIO COLLETTIVO, ovvero: perché andare a vedere un concerto quando puoi farti raccontare di quella volta in cui Allen Ginsberg si è svegliato e ha trovato un leone nel suo soggiorno?

[...]

Per informazioni sul progetto:

Luca Scarpellini: cell. (+39) 339.1042325 – www.usedesign.it

Simona Zauli: cell. 335.6176994

posted in romagnaoggi.it on April 7th, 2010
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Eco-design & Slow-design

Nouvelle collection chez useDesign

Avec une approche réellement singulière et décalée, le designer italien Luca SCARPELLINI recycle, détourne et se réapproprie des objets du quotidien de ces 50 dernières années.

Comme il aime à le décrire, il essaie avec un peu de peinture (la moins nocive possible) et d’idées, de “cacher le passé des objets en les enterrant sous une couche de glamour et de kitsch”…

Avec lui, un téléphone devient un horloge, une selle de vélo un luminaire, ou de vieux fers à repasser des serre-livres.

Des collections de pièces colorées forcément uniques et à l’identité marquée… le grand coup de coeur du moment de la rédaction de Yookô Magazine…

posted in yooko.fr on April 6th, 2010
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Intervista con Luca Scarpellini di useDesign

I prodotti useDesign sono un’esplosione di colori e fantasia; caffettiere e megafoni che si trasformano in lampade da tavolo, vecchi telefoni che si diventano simpatici orologi. Quella di Luca Scarpellini, designer forlivese, è una creatività intelligente; gli oggetti usati, ammaccati e le loro misteriose storie giocano sul designer un fascino del tutto particolare tanto da arrivare a progettare una nuova vita per ognuno di questi oggetti.

Luca, ci racconti il tuo percorso per diventare designer?

Beh, è necessario sintetizzare poiché la strada che mi ha condotto dove sono ora è piuttosto tortuosa e ha inizio molto tempo fa. Fin da piccolo mi sono sempre divertito nel costruire qualsia cosa con i materiali che avevo a disposizione nell’attrezzeria di casa. Tra teatro come attore e tecnico luci, 14 anni come giocoliere in giro per le piazze italiane e 4 anni di studi di ingegneria meccanica, non conclusi, sono riuscito a laurearmi in scenografia all’Accademia di Belle Arti. Credo che la passione per gli oggetti abbandonati mi sia stata tramandata da mia madre, che da sempre si è divertita a portare a casa cianfrusaglie di ogni genere dai mercatini dell’usato. Mio padre invece mi ha insegnato a lavorare il legno, il ferro, a mettere mano agli impianti elettrici, un po’ tutti i segreti del “fai da te” casalingo. La prima opera che ho realizzato invece è merito di una ragazza. Eh si, il mio primo lavoro è stato un frutto d’amore, un regalo, una bilancina trasformata in abatjour con orologio annesso. Da allora non mi sono più fermato e la fantasia non mi è mai mancata.

Quali sono i tuoi punti di riferimento all’interno del mondo del design?

Può sembrare strano, ma non ho punti di riferimento all’interno del design, se li avessi finirei per copiare qualcosa di già fatto. I miei punti di riferimento sono invece da cercarsi all’interno della storia dell’arte. Duchamp, Robert Rauschenberg e Andy Warhol mi hanno fortemente influenzato, ma l’artista che maggiormente mi ha ispirato è Jeff Koons, sia per quanto riguarda le cromie, il ludico e l’oggetto comune e banale.

Parlaci di useDesign: come è nato questo progetto e dove vuole arrivare?

useDesign è nato per caso: in principio era un regalo per una ragazza, poi è diventato un regalo per la migliore amica, ed infine è diventato un lavoro. E’ una continua ricerca delle potenzialità e possibilità degli oggetti comuni in una sorta di opera di loro salvazione da un destino di abbandono e degrado. Diciamo che, per farla breve, il mio agire con stucchi, saldature e vernici non è altro che un degno funerale all’oggetto agonizzante in una montagna di ferrivecchi. Funerale che porta inevitabilmente ad una rinascita sotto nuove spoglie, decisamente più galmour e kitsch di quelle precedenti.

Dove vuole arrivare useDesign? Non lo so. Sicuramente mi trovo a camminare su una strada tortuosa e ripida, qualcosa in cima ci sarà, ma sono curioso di scoprirlo un po’ alla volta.

Anche se non lo menzioni, il tuo è un design ecosostenibile. Quanto conta l’attenzione e il rispetto dell’ambiente nella realizzazione delle tue creazioni?

Il riciclo, il riutilizzo di oggetti abbandonati fa della mia arte un baluardo dell’ecosostenibilità. Anche se le vernici e i solventi utilizzati sono prodotti da ditte attente alla salvaguardia dell’ambiente, sto cercando di trovare un sistema di verniciatura che mi permetta di non usare prodotti tossici. Non è affatto semplice, ma un po’ per volta, sto riducendo l’utilizzo di vernici a solvente per passare a colori all’acqua. La mia ricerca è votata a trovare il modo di ridare vita agli oggetti in maniera attenta alla sostenibilità ambientale.

Pensi che nel panorama italiano sia data la giusta attenzione al tema del design ecosostenibile? Se no, cosa potrebbe esser fatto di piu’?

Credo che negli ultimi anni si stia facendo tanto per l’ambiente. Purtroppo non basta mai, ma sono ottimista e più mi guardo attorno e più parlo con la gente, più mi rendo conto che sempre più persone stanno prendendo coscienza che il mondo va salvaguardato anche con i nostri piccoli gesti quotidiani.

Quali sono le tre parole chiave per descrivere useDesign?

Colore, allegria, utilità

Sarai presente al Fuorisalone 2010, puoi darci una piccola anteprima di quello che presenterai?

Non posso svelare tutto ora. Posso solamente dirvi che sarò presente allo spazio Sparkling!, in Via Tortona 31 (www.sparkling.now.com) dal 13 al 19 aprile con una collezione realizzata a quattro mani con una designer di Milano (ma di origini emiliano-romagnole come me) dal titolo “Sottomondo”. Inoltre diversi miei pezzi saranno presenti nell’allestimento del negozio Jannelli & Volpi, in Via Melzo 7, in zona Porta Venezia, sempre a Milano in occasione del Fuorisalone 2010.

E infine, quali sono i tuoi appuntamenti e progetti per il futuro?

Per il futuro ho tanti progetti che stanno partendo o che spero partano a breve: a parte una serie di mostre tra Forlì, Milano e Lecce, sarò presente alla mostra/mercato “Guarda come ti riciclo” che si svolgerà a Cervia (FC) presso i Magazzini del Sale, dal 3 al 5 aprile. Da breve è inoltre iniziata una partnership con un’associazione ONLUS di Cesena (FC) che dovrebbe portare a realizzare una collezione di oggettistica e di abbigliamento firmata useDesign. Vi consiglio comunque di tenervi aggiornati seguendo il sito www.usedesign.it e magari iscrivervi alla mia newsletter.

posted in thedesignisgreen.blogspot.com on March 23rd, 2010
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Beleza revitalizada

Designer italiano restaura objetos velhos e os transforma em peças de decoração

Luca Scarpellini, designer da marca italiana useDesign, tem apenas 27 anos, mas um talento inato para transformar sucatas recolhidas do ferro-velho, do mercado de pulgas ou achadas na rua em peças de decoração coloridas e inusitadas. A fusão de uma cúpula, uma balança e um relógio, por exemplo, pode se transformar em um abajur estilizado (ao lado), pronto para ser cobiçado por quem gosta de peças customizadas. E o melhor é que elas são exclusivas, já que é praticamente impossível criar dois modelos iguais utilizando matérias-primas variadas que vieram praticamente do lixo. Observe, abaixo, que todas as peças foram cuidadosamente pintadas e reformadas, dando a impressão de serem novas.

posted in revistacasaejardim.globo.com on February 12th, 2010
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useDesign: Storie di nuovi oggetti da una vita vissuta

Tra le mani di Luca Scarpellini oggetti di uso comune diventano chicche di design.

Il nome della sua linea parla da solo:Design di oggetti usati e di uso comune, rivisti e corretti con un tocco di glamour.Tutti caratterizzati dal loro passato misterioso che affiora solamente perché mostrano l’usura che solo una vita vissuta può essere in grado di donare.

“Se solo gli oggetti potessero avere occhi per guardare, memoria per conservare, ma soprattutto voce per raccontare…”

Se gli chiediamo cosa significa per lui il design risponde:Il mio design è fuggire. Fuggire da tutto questo, rassegnarsi a non capire, a non sapere, a non soddisfare i propri istinti. Il mio design è un funerale.

Il processo di riciclo creativo che utilizza lo definisce “coprire il passato degli oggetti, seppellirli sotto uno strato glamour e kitsch. Mi accorgo però che questo mio agire porta inevitabilmente ad un processo di restituzione della vita, una vita nuova, diversa, nella quale solo le forme ricordano quelle della precedente, ormai defunta.”

E’ così che un telefono diventa un orologio, una caffettiera o una bilancia magicamente si trasformano in lampade, o ancora un vecchio tosaerba, pericoloso, con le sue affilate lame, entra in una camera da letto, silenzioso, per sostenere i vestiti di una giornata pesante, mentre ci si riposa, vegliando e aspettando l’inizio di un nuovo giorno e il sorgere di un nuovo sole.Così si presenta il designer estroso e sorprendente Scarpellini, ex-giocoliere di strada, ex assistente di produzione cinematografico, ex studente di ingegneria poi laureatosi presso l’accademia di belle arti.

I suoi oggetti raccontano di lui, designer e artista che da vita a vecchi oggetti in attesa di una nuova vita.

posted in greentouch.it on February 3rd, 2010
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Artigiani/Designer

Lui si chiama Luca Scarpellini, classe 82 da Forlì protagonista, questo mese, nella nostra rubrica Artigiani/Designer.

Luca è una di quelle menti che io amo definire “curiosa”.

Laureato con lode in scenografia presso la Libera Accademia di Belle Arti di Brescia ha un passato da giocoliere ed equilibrista, ed una scampata (per fortuna) carriere da ingegnere meccanico.

Ma perché Luca è il nostro Artigiano/Designer di Febbraio?

Perché dal 2008 progetta e realizza prodotti di design, realizzati con le proprie mani, utilizzando materiali usati e di scarto, che il buon Luca trova nei posti più impensati.

Ogni parte del processo di realizzazione viene curata personalmente da lui, dalle saldature agli assemblaggi, dalle sabbiature alle verniciature, per ottenere oggetti unici nel loro genere, colorati, moderni e divertenti.

Tutto quello che produce è commercializzato sotto il marchio useDesign che lui stesso ha ideato.

Questo è quello che Luca intende per useDesign:

“Gli oggetti usati, le loro storie sconosciute, il loro passato misterioso che affiora solamente da quell’usura che solo una vita vissuta fra gli uomini può essere in grado di donare, mi aggredisce, mi getta violentemente in uno stato di soggezione e timore quasi reverenziale nei confronti di tante realtà che mi rimarranno precluse per sempre.

Il vedere dei graffi o delle ammaccature in un oggetto proveniente da un mercatino delle pulci o da un ferrovecchio fa nascere mille interrogativi: cosa ha passato questo oggetto per finire abbandonato in questa sorta di cimitero? Chi lo ha posseduto e cosa ne ha fatto? Quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a non gettarlo infine tra i rifiuti, ma a “salvarlo” in certo qual modo, dandogli la possibilità di una nuova esistenza?

Se solo gli oggetti potessero avere occhi per guardare, memoria per conservare, ma soprattutto voce per raccontare…

Perso in questi pensieri mi rendo sempre più conto di quanto fragile sia la mente umana, soggiogata da una curiosità morbosa e nello stesso tempo, succube di quello stesso istinto, fino quasi alla follia.

Il mio design è fuggire. Fuggire da tutto questo, rassegnarsi a non capire, a non sapere, a non soddisfare i propri istinti. Il mio design è un funerale. Con stucchi e vernici cerco di coprire, per quanto possibile, il passato degli oggetti, di seppellirli sotto uno strato glamour e kitsch. Mi accorgo però che questo mio agire porta inevitabilmente ad un processo di restituzione della vita, una vita nuova, diversa, nella quale solo le forme ricordano quelle della precedente, ormai defunta.

E’ così che un telefono diventa un orologio, una caffettiera o una bilancia magicamente si trasformano in lampade, o ancora un vecchio tosaerba, pericoloso, con le sue affilate lame, entra in una camera da letto, silenzioso, per sostenere i vestiti di una giornata pesante, mentre ci si riposa, vegliando e aspettando l’inizio di un nuovo giorno e il sorgere di un nuovo sole.”

Per maggior info : www.useDesign.it

posted in designtrasparente.blogspot.com on January 31st, 2010
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useDesign

Objetos bem a cara da vovó, estão ganhando novas utilidades e visual nas mãos do artista plástico italiano Luca Scarpellini. Materiais descartados são recuperados e modificados, ganhando um toque especial com a pintura forte que o moço faz.. Virei fã.

posted in acasaqueaminhavoqueria.com on January 26th, 2010
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mokaLamp e hourPhone: lampada e orologio glam

Ricreare e riusare oggetti che erano un tempo utili e che oggi sono considerati scarti. Questo il progetto che accomuna molti designer contemporanei e consente di creare oggetti di arredo squisiti, per non parlare di idee regalo o per liste nozze incredibilmente raffinate.

Utili e belli, con un animo e uno spirito 100% eco-friendly in quanto si ricrea dal già creato, spostando solo la funzione dell’oggetto.

Che ne dite di una vecchia e amata moka che invece di emettere caffè e sbuffare sopra le vostre piastre da fornello se ne sta comoda sul comò e vi illumina le notti e un buon libro? Oppure del caro telefono con la cornetta a cui ci attaccavamo oramai ere analogiche fa, il quale diventa un fedele battitore del tempo che passa e mai più torna.

In piena verve surrealista una caffettiera può essere una lampada e un vecchio telefono della gloriosa SIP (ve la ricordate l’azienda pubblica dei telefoni?) diventa un’orologio.

I nomi? mokaLamp e hourPhone, che alla stregua di ogni creazione della creativa useDesign, sono prodotti ricavati da oggetti abbandonati o gettati nei cassonetti.

Le due ultime creazioni della casa sono state realizzate a mano da Luca Scarpellini, il quale ha adottato questi ed altri oggetti abbandonati, riuscendo a farli slittare da una vita all’altra.

Una resurrezione prosaica, più colorata e divertente, in cui solo le forme ricordano la precedente. Caratterizzati dal tocco glamour che è anche la firma di qualità di UseDesign, il designer Luca Scarpellini ha ridato alla cara, vecchia caffettiera e all’amato telefono d’annata la propria dignità.

Speriamo di averealtre belle novità di arredo presto dal mondo Usedesign.

Un progetto da seguire, questo del riuso e del riciclaggio artistico, tra l’altro uno dei cavalli di battaglia dell’arte povera, per generare idee sempre più utili ad arredare la propria casa con molta originalità e gusto glam nonché con quel gusto di onirico totalmente personale.

posted in ilmondodellacasa.com on January 20th, 2010
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useDesign

Como já falamos, a Pino além de ter produtos ecologicamente corretos também apoio o conceito de eco design, seja da forma que for. No caso do designer italiano Luca Scarpellini de 27 anos, essa manifestação vai muito além do conceito de reciclagem, ele reutiliza objetos antigos e cria novas funções com um design pra lá de descolado e principalmente exclusivo.

Como o artista mesmo define, é uma filosofia artística, é uma forma de utilizar a própria história de cada peça e criar uma nova história para ela.

posted in opino.blog.br on January 17th, 2010
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useDesign: glamour dagli scarti degli altri

Utili e belli, con un animo e uno spirito 100% eco-friendly in quanto si ricrea dal già creato, spostando solo la funzione dell’oggetto. Di cosa parliamo? Ma di Usedesign, azienda con un’idea di riciclaggio artistico particolare e veramente chic.

Capaci i suoi designer di ricreare e riusare oggetti che erano un tempo utili e che oggi sono gettati nella pattumiera come scarti difettosi.

Che ne dite di una caffettiera che sul comò illumina le notti in compagnia di un buon libro? Oppure di un vecchissimo telefono dell’era analogica che con la cornetta a cui ci attaccavamo nel “m’ama non m’ama” diventa un orologio.

In piena verve onirica e da avanguardia artistica anche un ferro da stiro diventa un bellissimo e utilissimo fermalibri!

Siamo impazziti? No di certo! Queste appena descritte sono tutte creature redivive grazie alle azioni di riciclaggio artistico della creativa useDesign, prodotti ricavati da oggetti abbandonati o gettati nei cassonetti.

Caratterizzati dal tocco glamour, tutti i prodotti che portano con orgoglio la firma di qualità di UseDesign: un azienda da seguire, per arredare la propria casa con molta originalità.

Questo il progetto artistico-produttivo in cui sono protagonisti molti dei designer contemporanei più a la page consente di creare oggetti di arredo squisiti!

posted in seek4shopping.it on January 17th, 2010
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Luca Scarpellini, oggetti usati e storie sconosciute

Con il marchio useDesign, Luca Scarpellini progetta e realizza completamente a mano pezzi unici di design, realizzati in serie di massimo ventiquattro che hanno origine da materiali usati e di scarto, recuperati in ferrivecchi, mercatini delle pulci o raccolti per strada, vicino ai cassonetti dell’immondizia.

Attraverso singolari processi di riutilizzo, Scarpellini, restituisce agli oggetti usati la dignità perduta, fornendo loro un tocco glamour che è da sempre “la firma” di useDesign.

Come afferma lo stesso designer “useDesign non è solo un marchio o un gioco di parole, è la mia filosofia artistica, un messaggio a chiunque cerchi di capire il mio lavoro, ma anche il suo stesso fondamento.

Gli oggetti usati, le loro storie sconosciute, il loro passato misterioso che affiora solamente da quell’usura che solo una vita vissuta fra gli uomini può essere in grado di donare, mi aggredisce, mi getta violentemente in uno stato di soggezione e timore quasi reverenziale nei confronti di tante realtà che mi rimarranno precluse per sempre… Il mio design è fuggire. Fuggire da tutto questo, rassegnarsi a non capire, a non sapere, a non soddisfare i propri istinti. Il mio design è un funerale. Con stucchi e vernici cerco di coprire, per quanto possibile, il passato degli oggetti, di seppellirli sotto uno strato glamour e kitsch. Mi accorgo però che questo mio agire porta inevitabilmente ad un processo di restituzione della vita, una vita nuova, diversa, nella quale solo le forme ricordano quelle della precedente, ormai defunta…”

Tra i lavori che si possono ammirare sullo sito di useDesign spiccano per originalità e ingegno le serie “mokaLamp” e “hourPhone”, collezioni dove oggetti abbandonati lasciano alle spalle il loro triste passato rinascendo, più colorati e divertenti. E’ così che una caffettiera o una bilancia magicamente si trasformano in lampade, un telefono diventa un orologio o ancora un vecchio tosaerba fa capolino in camera da letto, per sostenere i vestiti di una giornata pesante, aspettando l’inizio di un nuovo giorno.

posted in sceglierbio.com on January 14th, 2010
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I nuovi oggetti usati di useDesign

Le due lampade che vedete nell’immagine sono una creazione tutta italiana di Luca Scarpellini e del suo marchio useDesign che progetta e realizza completamente a mano i proprio prodotti, pezzi unici che hanno origine da materiali usati e di scarto recuperati in ferrivecchi, mercatini delle pulci o raccolti per strada e vicino ai cassonetti dell’immondizia. Un modo decisamente unico di “restituire vita” agli oggetti che buttiamo via.

posted in emporio74.splinder.com on January 8th, 2010
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useDesign – “what was will be”

Come spesso capita il web, per chi ha la pazienza e la curiosità di cercare, riesce a regalare vere sorprese.

E’ il caso di useDesign, progetto a cavallo fra arte e design, portato avanti con una passione ed amore rari dal suo creatore, Luca Scarpellini.

Per usare le sue stesse parole: “useDesign non è solo un marchio o un gioco di parole, è la mia filosofia artistica, un messaggio a chiunque cerchi di capire il mio lavoro, ma anche il suo stesso fondamento. Gli oggetti usati, le loro storie sconosciute, il loro passato misterioso che affiora solamente da quell’usura che solo una vita vissuta fra gli uomini può essere in grado di donare, mi aggredisce, mi getta violentemente in uno stato di soggezione e timore quasi reverenziale nei confronti di tante realtà che mi rimarranno precluse per sempre. Il vedere dei graffi o delle ammaccature in un oggetto proveniente da un mercatino delle pulci o da un ferrovecchio fa nascere mille interrogativi: cosa ha passato questo oggetto per finire abbandonato in questa sorta di cimitero? Chi lo ha posseduto e cosa ne ha fatto? Quali sono le motivazioni che lo hanno spinto a non gettarlo infine tra i rifiuti, ma a “salvarlo” in certo qual modo, dandogli la possibilità di una nuova esistenza? Se solo gli oggetti potessero avere occhi per guardare, memoria per conservare, ma soprattutto voce per raccontare…”

Abbiamo fatto due chiacchiere con Luca.

A. Prima di parlare delle bellissime creazioni useDesign parliamo del loro creatore. Chi è Luca Scarpellini?

L. Mmm… Chi è Luca Scarpellini? Se lo sapessi non farei arte! Scherzi a parte, chi sono.. Vediamo, per diversi anni ho recitato in teatro, poi mi sono accorto che la mia vocazione era fare il tecnico luci. Per diversi motivi mi sono allontanato da questo ambito e mi sono dedicato a cinema, televisione e pubblicità come assistente di produzione, ma anche questo settore non mi ha dato altro che stress e tensione decisamente poco salutari. Non da meno è la mia lunga carriera come artista circense! Per 14 anni ho girato tutta Italia, e non, con il mio spettacolo di giocoleria ed equilibrismo! Purtroppo anche in questo settore le cose non stanno andando molto bene e un pochino mi ero stancato di farmi 150mila chilometri all’anno, quindi ho iniziato l’attività di designer/artista, che per ora è la mia principale e unica occupazione.

A. Come sei passato da una laurea in scenografia al “reciclo artistico” (me la concedi come definizione?) di useDesign?

L. I miei studi non partono dalla scenografia, ma bensì da ingegneria meccanica. Per quattro anni ho frequentato il corso di ingegneria meccanica a Forlì, ho pure scritto 250 pagine di tesi in campo aerospaziale, tesi che poi ho pensato bene di regalare ad un amico prima di andarmene deluso dai programmi decisamente poco interessanti e creativi che ero costretto a rispettare. Mi sono allora deciso ad iscrivermi all’Accademia di Belle Arti di Brescia, sede di Rimini, dove mi sono laureato in scenografia e teorie dei mass media.

useDesign nasce prima della laurea e non vede le sue origini dai corsi dell’accademia, ma bensì nasce da un regalo fatto ad una ragazza. La prima opera era una bilancina trasformata in abat-jour fucsia con orologio. Ricordo ancora che l’idea mi venne proprio vedendo la bilancia abbandonata in un mercatino delle pulci e che dovetti girare parecchi rigattieri e mercatini per trovare un orologio che ben si adattasse al foro lasciato vuoto dal timer che avevo dovuto smontare per fare spazio all’impianto elettrico.

A. Come nascono le tue creazioni? Quando giri per mercati e rigattieri alla ricerca della “materia prima” hai già in mente cosa vuoi realizzare, o è l’oggetto stesso che ti da l’ispirazione, modellandosi davanti ai tuoi occhi?

L. Il mio primo lavoro era nato dall’amore, ma anche dalla curiosità su quale fosse la vera natura degli oggetti che ci circonda. Mi sono sempre chiesto se la funzionalità di un oggetto è unica e data dal progettista oppure la possiamo reinterpretare noi a nostro piacimento. In camera mia ho realizzato dei fermalibri per le mensole avvitando ad esse righe e squadre da disegno, ma ho anche pile di riviste che fungono perfettamente da tavolino. La creatività non ha limite e la natura degli oggetti comuni si può stravolgere di continuo. Tornando alla domanda, sì, sono gli oggetti che mi ispirano. Raramente mi capita di recuperare un oggetto di cui non saprò cosa farne. Succede sempre così: vedo un oggetto abbandonato e me lo configuro in mente già con una nuova forma e spesso me lo immagino anche già colorato. Ovviamente poi le lavorazioni implicano scelte e variazioni che dipendono dalla fattibilità o meno dell’idea, ma diciamo che la preparazione teorica di ingegneria e quella pratica fatta sul campo ormai mi hanno dato una certa conoscenza delle lavorazioni e quindi delle possibilità di modificazione.

Ogni lavorazione è curata personalmente e quasi nulla (a parte qualche saldatura particolare o qualche sabbiatura) viene commissionato all’esterno. All’inizio davo ad un amico carrozziere l’incombenza delle verniciature, scelta che si è rivelata poco pratica, uno perché non erano mai fatte come veramente volevo e due per un puro fattore economico, mentre ora ho allestito una cabina di verniciatura in laboratorio e perciò posso lavorare in totale autonomia.

A. Guardando le foto delle tue “sveglie-telefono”, delle “caffettiere-lampade”, degli “sci-appendino”, ecc, ho provato subito una sensazione positiva. Saranno i colori, gli accostamenti, ma il tuo lavoro mi ha suscitato una immediata allegria. Come reagisce di solito la gente di fronte alle tue creazioni?

L. Ti ringrazio per l’apprezzamento, mi fa piacere che i miei lavori suscitino allegria in chi li osserva. Certamente i colori e le forme che rimandano da una parte all’Art Decò e dall’altra all’Art Nouveau contribuiscono a dare un tocco divertente e ludico alle mie creazioni. L’influenza di Jeff Koons, artista che ammiro e seguo da tanti anni sicuramente ha inciso sulla scelta delle tinte metallizzate, lucide e vive, ma anche Rauschenberg e i suoi lavori di trasformazione hanno sicuramente inciso sulla mia produzione. Diciamo che il mio lavoro è una miscela del kitsch di Koons, il recupero di Rauschenberg, il tutto in un contesto di mercato e praticità quotidiana tipico della Pop-Art.

La gente è sempre molto divertita dalle mie creazioni. Viste dal vivo esse suscitano curiosità. La gente si sforza di capire da dove derivano tutti i singoli pezzi che compongono le mie lampade, i miei orologi e i miei appendiabiti e nascono divertenti chiacchierate quando inizio a raccontare tutti i dettagli dei singoli lavori, molti dei quali non sono percepibili a prima vista.

A. Cinque parole per descrivere UseDesign, e cinque per descrivere Luca Scarpellini.

L. Sicuramente le cinque parole più adatte a useDesign sono: semplicità, colore, praticità, amore e allegria, mentre per me non saprei.. Confusione, disordine, amore, simpatia e pazzia probabilmente mi descrivono piuttosto bene.

A. Per finire, progetti per l’immediato futuro? Un piccolo calendario di appuntamenti per i lettori di Wait?

L. Sarò a Milano da metà gennaio a metà febbraio per dei progetti di cui ancora non posso parlare, dal 15 gennaio al 15 febbraio molti dei pezzi useDesign saranno in mostra presso il Rossini Art Cafè di Faenza, in Piazza del Popolo. Ho già in programma una mostra a Forlì per il mese di aprile in concomitanza con una serie di eventi legati al recupero, all’ecosostenibilità e al risparmio energentico e successivamente sarò in mostra a Livorno e Milano. Sul sito www.usedesign.it potrete trovare tutte le informazioni e potete iscrivervi alla mailing list per essere sempre aggiornati sugli eventi che mi vedono coinvolto.

AnnaV

posted in waitmag.com on January 7th, 2010
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MokaLamp e HourPhone di Luca Scarpellini

MokaLamp e HourPhone, come ogni creazione di useDesign, sono prodotti ricavati da oggetti abbandonati o gettati nei cassonetti. In particolare queste due ultime creazioni sono state realizzate a mano da Luca Scarpellini, il quale ha fatto in modo che oggetti abbandonati si lascino alle spalle il loro triste passato rinascendo a vita nuova, più colorata e divertente, in cui solo le forme ricordano la precedente.

In una sorta di opera di salvazione, Luca Scarpellini restituisce agli oggetti usati la dignità perduta nei cadaverici cumuli di scarti abbandonati nei ferrivecchi e nei mercatini delle pulci e li caratterizza col tocco glamour che è anche la firma da sempre di useDesign.

posted in designerblog.it on January 6th, 2010
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