2009
useDesign – mobiliário reciclado
O italiano Luca Scarpellini do estúdio de design useDesign está mandando ver na reutilização de objetos antigos transformando-os em belos mobiliários.O designer faz desde luminárias utilizando cafeteiras e arames até partes de máquinas de costura que viram mesas estilosas. Veja outras fotos abaixo de outros projetos do estúdio.
posted in rodrigobarba.com on December 27th, 2009 click HERE to read the original post![]()
UseDesign
Very nice and design creations from recycled objects by UseDesign!
The Philosophy of UseDesign : “With stuccos, waxes and paints I try to cover, as long as possible, the past of the objects, burying them under a layer of glamour and kitsch. My act, though, brings inevitably a new different life to the thing, and only its external shape recalls its previous ended life”.
Nice done!
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mokaLamp #06 e hourPhone #02 di Luca Scarpellini
Le mokaLamp e gli hourPhone di useDesign sono alcuni dei pezzi unici realizzati a mano da Luca Scarpellini. Come ogni prodotto marchiato useDesign, essi sono ricavate da oggetti abbandonati o gettati nei cassonetti. Il tocco glamour e kitsch di useDesign è anche la sua firma: gli oggetti abbandonati si lasciano così alle spalle il loro triste passato rinascendo a vita nuova, più colorata e divertente, in cui solo le forme ricordano la precedente. Luca Scarpellini è sempre mosso da una morbosa curiosità nei confronti degli oggetti artificiali, costruiti dall’uomo e dallo stesso gettati dopo il loro utilizzo, senza alcun rispetto per ciò che essi hanno significato nel corso della loro vita. In una sorta di opera di salvazione, contravvenendo spesso alle regole del “buon design”, Luca Scarpellini restituisce agli oggetti usati la dignità perduta nei cadaverici cumuli di scarti abbandonati nei ferrivecchi e nei mercatini delle pulci.
posted in youngdesigner.it on December 12th, 2009click HERE to read the original post
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Il design di riciclo firmato useDesign
Luca Scarpellini è originario di Forlì, ha un passato da giocoliere ed equilibrista e dopo una laurea alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia nel 2008 ha cominciato a lavorare come designer. Le sue creazioni sono pezzi unici ricavati da materiali di recupero e oggetti di scarto, salvati da un ignominioso destino in un cassonetto o recuperati qua e là ai mercatini delle pulci. Ogni oggetto è realizzato a mano in un massimo di 24 esemplari, ognuno curato personalmente dalle saldature sino agli ultimi ritocchi. Ha riunito le sue creazioni sotto il marchio di useDesign.
I suoi lavori sono coloratissimi e pieni di ironia, e si direbbe quasi di una sorta di affetto per tutti questi oggetti che hanno alle spalle una lunga vita già prima di arrivare nelle mani di chi li userà nella loro ultima trasformazione: caffettiere diventate lampade da tavolo, telefoni da commedia all’italiana diventati orologi da salotto..
Il 15 gennaio useDesign sarà in mostra a Faenza al Rossini Art Cafè, se siete da quelle parti date un’occhiata alla mostra e fateci sapere com’è.
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Designer spotlight: Luca Scarpellini
Looking for a hot pink, curvy metal coffee table that could have once been a fancy candelabra? How about a table lamp that used to be a perky hairdryer? Meet newly arrived Italian designer extraordinaire Luca Scarpellini.
Luca spent much of his adolescent years wandering across his homeland of Italy, working and playing as a juggler and equilibrist. From a life filled with balls and clubs, he then proceeded to pursue a mechanical engineering degree with a specialization in structural calculation and 3-D modeling. That still didn’t tickle his fancy – but something else did. Scenography, at the Libera Accademia di Belle Arti di Brescia. There, he was able to indulge his eye for the visual side of life, while also balancing this gift with his prior practical education. He excelled at this field of study, and went on to embark on his career as a designer in 2008, starting the company useDesign.
The philosophy behind useDesign is simple: eco-consciousness through the use of reclaimed items, and beauty. Through reworking these items, and with Luca’s talented eye and vision, the products of useDesign are a unique balance of elegant and unique style, and recycling. Many everyday items that you wouldn’t look twice at, get a second life as something else – and you will look twice, maybe more, at the glamorous end product.
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Valge kohv
Novaatsiis. Paistab, et ideede hulk pole lõpmata suur ja midagi enneolematut ei saagi üldse välja mõelda. Mul oli juba ammu tahtmine üks mokakannulamp teha, aga asi jäi nagu tegemata. Võimalik, et kannu puudumise taha. Nüüd on üks vant ette jõudnud ja enam ei saagi originaalne olla. No, õnneks oli mu lamp väheke teistsuguse põhimõttega. Ja eks kunagi juhtub ka see, et mõni maist teekonda lõpetav keedumasin annab mulle võimaluse talle uus võimalus anda.
posted in blog.tisain.eu on November 25th, 2009 click HERE to read the original post![]()
Luca Scarpellini: Old Household Goods Find A Second Life
In our house, somewhere between the end of the Thanksgiving meal and the beginning of the coffee and dessert course, the tinkering begins. Broken toys get fixed, electronics spark to life, gadgets are assembled, shelves are hung. If the collective assembly can’t fix it, it’s declared done for and can finally get tossed. Which is why we can appreciate the designs of Luca Scarpellini who fashions new objects from old household goods.
Espresso makers, old telephones, used skis and sewing machine trestles all find new life as bright and sculptural clocks, lamps, tables bases and bed frames, fashioned from intense colors, active imagination and a sense of humor.
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I ferri vecchi del designer ossessionato dal “dodici”
In principio fu un regalo. D’amore e fatto in casa: una abat-jour che alla sua base aveva una bilancia usata, insomma un ferro vecchio, ma riverniciato fucsia e saldato ad un paraluce zebrato.
Era maggio del 2008 quando Luca Scarpellini festeggiava così il compleanno della sua (ormai ex) ragazza.
Da allora questo 27enne di Forlì non si è più fermato: un telefono o uno sci che diventano un orologio, una caffettiera o un asciugacapelli che magicamente si trasformano in lampade, macchine per cucire resuscitate come scrivanie, lampadari che mutano in tavolini, ferri da stiro vintage usati come librerie, finestre che diventano letti. Tutto rigorosamente usato, riciclato, useDesign, appunto, “What was, will be” (ciò che è stato, di nuovo sarà).
Dall’aerospazio al vintage
Per arrivare qui Luca è passato dagli studi di ingegneria meccanica non conclusi – con tesi in campo aerospaziale – alla bulimica ricerca di pezzi da reinventare in mercatini delle pulci e ferrivecchi. Tra una cosa e l’altra si è diplomato all’Accademia di Belle Arti e nel suo elaborare folli e colorati oggetti di design ha cercato di metterci un po’ dell’ingegnere e un po’ dello scenografo. «Scelgo gli oggetti vecchi in base a cosa mi ispirano – spiega Scarpellini – ma quelli più stimolanti per me restano gli sci, la moka, e il ferro da stiro». Le sue creazioni predilette, invece, sono lampade ed orologi, tant’è che il primo oggetto realizzato, il famoso regalo ispirato dalla ex, è sia una lampada che un orologio, come un archetipo da cui partire e cui far risalire tutta la produzione.
Unici e irripetibili
La sola caratteristica “estetica” che accomuna tutti gli oggetti di useDesign è la loro unicità.
«Mi capita spesso di ricevere richieste per oggetti che ancora non ho prodotto – racconta Scarpellini. Ultimamente una signora che aveva visto il tavolino realizzato con il lampadario d’ottone me ne ha chiesto uno uguale, ma giallo anziché fucsia. In questi casi devo spiegare che potrò realizzarlo soltanto quando troverò un lampadario simile, cosa per niente scontata».
E in ogni caso l’uno non sarà mai la copia dell’altro. Anche un solo dettaglio può essere irripetibile. Come nel caso della scrivania realizzata con la base di una macchina per cucire. Il suo cassetto (ovviamente usato e ricavato da un mobile d’epoca) ha a sua volta come pomello il tappo di una bottiglia Vecchia Romagna Etichetta Nera.
Un numero come firma
Il prezzo di questi strampalati arredi varia dai 24 euro dei pomelli da bagno cromati – da usare come appendiabiti – ai 1500 euro del letto realizzato con la finestra o della scrivania-macchina da cucire, passando per le lampade con moka dai 144 ai 288, o dal tavolino-lampadario da 732 euro. «Il prezzo delle mie creazioni dipende dalla rarità dell’oggetto di partenza – spiega il designer – ma è anche la mia firma». In che senso? Sì perché ogni cifra è un multiplo di 12. Un numero che per Scarpellini è un po’ un’ossessione e che parte sempre, in qualche modo, dalla ex che ispirò la prima lampada.
«Io sono nato il 12 del mese, ma anche la mia ex ragazza, il 24 è nato mio padre, ma anche la madre di lei – spiega – il 6 del mese ci siamo dati il primo bacio, mentre il 24 ci siamo messi insieme». La sua firma, quindi, è un numero, che nel bene e nel male è sempre tornato nella sua vita.
Ovviamente anche gli sconti sul prezzo di vendita obbediscono alla stessa regola: solo per multipli di 12 euro.
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“ironHolders” di useDesign
Se solo gli oggetti potessero avere occhi per guardare, memoria per conservare, ma soprattutto voce per raccontare…
Perso in questi pensieri mi rendo sempre più conto di quanto fragile sia la mente umana, soggiogata da una curiosità morbosa e nello stesso tempo, succube di quello stesso istinto, fino quasi alla follia.
Il mio design è fuggire. Fuggire da tutto questo, rassegnarsi a non capire, a non sapere, a non soddisfare i proprio istinti. Il mio design è un funerale. Con stucchi e vernici cerco di coprire, per quanto possibile, il passato degli oggetti, di seppellirli sotto uno strato glamour e kitsch.
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useDesign: la nuova vita degli oggetti usati
Da ferro da stiro a reggilibro. Gli oggetti trasformisti di useDesign
“E’ così che un telefono diventa un orologio, una caffettiera o una bilancia magicamente si trasformano in lampade, o ancora un vecchio tosaerba, pericoloso, con le sue affilate lame, entra in una camera da letto, silenzioso, per sostenere i vestiti di una giornata pesante, mentre ci si riposa, vegliando e aspettando l’inizio di un nuovo giorno e il sorgere di un nuovo sole.”
Così il giovanissimo Luca Scarpellini descrive useDesign, il marchio da lui creato che fa del riciclo e del riuso un manifesto creativo. Gli oggetti riprendono vita entrando e uscendo dai loro contesti, le loro pose abituali, i loro percorsi.
Ecco che un vecchio ferro da stiro diventa un reggilibro, una lampada una base per tavolo, un telefono un orologio. L’anima trasformista che regna negli oggetti di uso comune non conosce limiti e confini. Basta saperli guardare con occhi capaci di accogliere le mille identità che li abitano. E la vostra casa non sarà più la stessa.
useDesign sarà all’Onirica Festival, evento dedicato all’arte, alla musica e all’intrattenimento per risvegliare una coscienza eco-sostenibile. Dall’11 al 19 settembre a Verona.
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