WEB REVIEW 2014

FORMA E SOSTANZA
Il futuro del design è il riciclo.
C’è chi si è spinto oltre.
Ci sembra incredibile mangiare il piatto sul quale pasteggiamo oppure è immaginifico fare un piatto o un vaso con del cibo avanzato?!
Questo interrogativo è stato, per alcuni designer più attenti all’ecologia, il modo per riflettere realmente sul tema dei rifiuti, del cibo e sulla carenza alimentare, ancora un serio problema mondiale, e cercare una nuova strada possibile per progredire nella sostenibilità.
Alle soglie del nuovo salone del mobile di Milano, mi piace ricordare due progetti estremamente interessanti che hanno attratto la mia attenzione le passata edizione.
Il primo progetto è dei ctrlzak (Katia e Zak), che stanno emergendo per le loro idee nel mondo del design.
I loro progetti hanno un mood innovativo che pone nuove domande sul futuro ma partendo dal passato e dalla storia delle nostre tradizioni.
Inizialmente mi sono innamorato dei loro piatti decorati come se fossero divisi a metà e che riproducevano delle grafie storiche del mondo e di epoche diverse. Attualmente sono prodotti da Seletti e per il loro valore simbolico di unione di differenti metà ma in perfetta armonia di simboli e colori, gli ho subito scelti per il negozio appena hanno iniziato la produzione.
In questo caso, però, il mio interesse si è concentrato su un altro loro progetto: Transubstantia Paganus, che già dal nome indica l’intuizione geniale dei due giovani creativi.
Secondo la tradizione cristiana la transustanziazione, infatti, è la trasformazione fisica del pane e del vino per il corpo di Gesù Cristo e il sangue.
Trasponendo il concetto nel mondo pagano e quotidiano, si sono concentrati, così, sull’atto culinario, analizzandolo come occasione di incontro. Se ci pensiamo bene cibarsi non è solo una esigenza fisiologica, ma è stata, anche, la prima forma di rituale : una consuetudine pagana che ha trasceso a ciò che è più noto come il sacramento cristiano dell’Eucaristia.
Ecco che la materia dell’ostia, opportunamente trattata e modellata, diventa contenitore per cibo e cibo stesso per nutrirci a fine pasto.
Il secondo progetto che apparentemente ha una genesi opposta, è del mio amico Luca Scarpellini, che ha anche lui, nel suo percorso creativo, progetti che guardano oggetti del passato, e che analizzandone le forme riesce, poi a reinventare delle nuove funzioni.
Non è un caso che abbia avuto in negozio molti dei suoi oggetti del suo marchio usedesign, come i portafotografie ricavati da filtri di caffettiere, le manopole dei miscelatori dell’acqua che diventano degli appendiabiti, o una parte di un vecchio telefono che diventa un simpatico magnete da frigo.
In questo progetto, chiamato N.I.P.S. invece, si è partiti dal materiale semplice e quotidiano come il pangrattato che unito alla resina, è diventato una serie di prototipi che comprendono piatti, ciotole e vasi dall’aspetto materico affascinante e dalla texture tattile estremamente piacevole e inaspettata.
N.I.P.S. in una sorta di pensiero Taoista, ci vuole far riflettere sull’impossibilità di dare una piena e veritiera definizione su ciò che riteniamo essere utile o inutile, che sia l’effimero gioco di un bambino o il duro lavoro di un panettiere, ridotto in briciole a fine giornata.
I due progetti sicuramente fanno riflettere e ci danno la speranza che se veramente vogliamo, con le idee giuste ed eticamente corrette, il mondo può prendere una direzione diversa… ed è già una grande conquista pensare che sia possibile!
posted in MOOD room on April 2nd, 2014. Click HERE to read the original post

DISFUNZIONE MEDITERRANEA: PADIGLIONEITALIA AT VENTURA LAMBRATE
Milan. During the Fuorisalone, in April, in the context of the super creative area of Ventura Lambrate, will be the PadiglioneItalia spaces, with curatorship by Alberto Zanchetta. It is a non-profit cultural association, whose purpose is to promote and disseminate the work of its associates, objective pursued by organizing exhibitions and events that present to the public the works of its members. Is a very interesting initiative, because it stands as a neutral space where designers can meet and discuss different topics related to design, triggering debate and growing professionally. In this way a wider audience can be involved in order to get close to the works and design.
This year PadiglioneItalia presents Disfunzione Mediterranea: a selection of works from the reflection on the dysfunctional thinking, unpredictable, destabilising, that follows and trace new paths. All creativity is so inherently dysfunctional, and each of us has the slightest imperfection and a (healthy) defect that can make us unique and original. Disfunzione Mediterranea wants to therefore explore the endless possibilities of objects where the defect becomes a peculiarity, objects that are “imperfect being”.
The designers who will present their work: 4p1b, Alessandro Zambelli, Alhambretto, A/R studio, CarusoD’AngeliStudio, Ctrlzak, Ghigos Idea, Gio Tirotto, Giorgio Laboratore, Giulio Patrizi, Luca Scarpellini – useDesign, Marta Lavinia Carboni, Serena Confalonieri, Studio Natural, Uovodesign, Whomade + Michela Milani.

[TEXT ITA] Milano. Durante il Fuorisalone, ad Aprile, nel contesto iper creativo dell’area Ventura Lambrate si troveranno gli spazi di PadiglioneItalia, con la curatela di Alberto Zanchetta. Si tratta di un’associazione culturale senza scopo di lucro, il cui scopo è quello di promuovere e diffondere il lavoro svolto dei suoi associati, scopo perseguito attraverso l’organizzazione di mostre ed eventi in cui presentare al pubblico le opere dei soci. È una realtà decisamente interessante, perché si pone come uno spazio neutro in cui i designer possano incontrarsi e confrontarsi su diversi temi, legati alla progettazione, innescando dibattiti e crescendo professionalmente. In questo modo anche un pubblico più vasto riesce ad essere coinvolto, così da avvicinarsi alle opere e al design.
Quest’anno PadiglioneItalia presenta Disfunzione Mediterranea: una selezione di lavori che parte dalla riflessione sul pensiero disfunzionale, e cioè imprevedibile, destabilizzante, che segue e traccia nuovi percorsi. Tutta la creatività è dunque intrinsecamente disfunzionale, e ognuno di noi presenta una minima imperfezione e un (sano) difetto che può renderci unici e originali. La Disfunzione Mediterranea vuole dunque sondare le infinite possibilità di oggetti dove il difetto diventa una peculiarità, “imperfetti nell’essere”.
I designer che presenteranno i loro lavori: 4p1b, Alessandro Zambelli, Alhambretto, A/R studio, CarusoD’AngeliStudio, Ctrlzak, Ghigos Idea, Gio Tirotto, Giorgio Laboratore, Giulio Patrizi, Luca Scarpellini – useDesign, Marta Lavinia Carboni, Serena Confalonieri, Studio Natural, Uovodesign, Whomade + Michela Milani.

posted in DesignSpeaking on February 25th, 2014. Click HERE to read the original post

DENTRO E FUORI IL SALONE 2014 – Disfunzione Mediterranea
La disfunzionalità mediterranea sonda le infinite possibilità di un mondo latino popolato da oggetti che vivono in un “imperfetto dell’essere”.
inviato da Mia Pizzi

PADIGLIONEITALIA – che già conosciamo – è un’associazione culturale senza scopo di lucro, uno spazio neutro, nel quale diversi designer possono incontrarsi e confrontarsi sui diversi temi legati alla progettazione, innescando un dibattito su questa materia. Il risultato di questo scambio culturale è rappresentato da vere e proprie mostre tematiche con l’obiettivo sia di coinvolgere sia gli addetti ai lavori sia un pubblico più vasto invitandolo così ad avvicinarsi a queste discipline.
Quest’anno PadiglioneItalia ospita DISFUNZIONE MEDITERRANEA, con la curatela di Alberto Zanchetta. Il pensiero erettile è quello che si svolge in linea retta, seguendo una traiettoria prestabilita. Il pensiero disfunzionale è invece imprevedibile, destabilizzante – e magari disabitante dal punto di vista architettonico? – che segue/traccia nuove ogive.
E 17 giovani progettisti ci propongono questo pensiero, qui illustrato in estrema sintesi.

Ogni persona presenta una minima “imperfezione”, un (sano) “difetto” che può renderci unici, persino originali. Il difetto diventa quindi una peculiarità; ebbene, se le persone sono tutte diverse/disfuzionali tra loro, perché non dovrebbero esserlo anche gli oggetti? L’errore può essere un plusvalore, una diversione (dall’ordinario) che diventa eversione del proprio status.
La disfunzionalità mediterranea vorrebbe sondare queste infinite possibilità.

Alhambretto, Perspectiva
La prospettiva mira a una corretta rappresentazione mimetica del reale, ma per fare ciò ricorre a espedienti, introduce artifizi, è una riduzione bidimensionale della realtà tridimensionale che rappresenta gli oggetti come li percepiscono i nostri occhi, ma non come realmente sono. In “Perspectiva” la distorsione prospettica diventa reale, non è più solo un fenomeno legato alla percezione visiva. L’oggetto disvela l’inganno dell’occhio in esso racchiuso.

Alessandro Zambelli, Ci metto un tappo (nome non definitivo)
Disfunzione mediterranea intesa come intento creativo di porre rimedio a un’urgenza disfunzionale, mediante l’uso di un “accorgimento funzionale”, che si integra nel progetto, rendendolo
percorribile. La scelta dell’uso di un tappo, simbolo della cultura mediterranea, culla e patria del vino, risiede nel fatto che questo oggetto veniva spesso riutilizzato in passato come elemento aggiuntivo, spessore, sostegno e per migliorare situazioni di scarsa stabilità negli oggetti comuni.

A/R studio, Young, Wild and Free
L’ispirazione nasce dall’osservazione dei comportamenti domestici dei nostri bimbi dominati dall’uso spontaneo e libero delle “cose” di casa come giocattoli e strumenti di apprendimento e l’interpretazione senza filtri del loro utilizzo. La forchetta usata come pettine e le prese elettriche come invitante ed irresistibile “posto dove infilare qualcosa, poiché dotato di buchi” sono lo spunto dei progetti. Interpretati e modificati per svelare anche agli occhi degli adulti il seducente lato creativo e impedire il rimbrotto e il divieto perché palesata ed intenzionale è la doppia funzione.

CarusoD’AngeliStudio, Io
Uno specchio disfunzionale è uno specchio che si rifiuta di imitare. È uno specchio che “reinterpreta” in maniera involontaria, distorta, automatica, destabilizzante, imprevista, controproducente. L’immagine riflessa non è più un clone statico, ma la raffigurazione dinamica di un umore, di uno stato d’animo, uno sguardo selettivo e particolare.

Ctrlzak, The Perfect Knife
Una sagoma perfetta che rimanda all’immagine riconosciuta del coltello ma che nasconde un’anima affilata in tutta la sua forma. Un oggetto democratico che per essere impugnato richiede coraggio e consapevolezza, siamo davvero pronti a farci carico delle conseguenze di questa disfunzione?

Ghigos Idea, Corredo
Concretamente, il tema della memoria, del ricordo, dell’eredità (culturale, concettuale, fisica) si potrà manifestare in oggetti dal sapore antico ma dallo sguardo contemporaneo, cercando soprattutto di lavorare su riti consolidati ma evidentemente desueti e ormai (almeno apparentemente) superflui. Sarà un utilizzare la memoria come “generatrice di errori”, come processo che, ricordandosi le cose in modo improprio, le reinventa rinnovandole.

Gio Tirotto, Sardigna
L’obiettivo è quello della realizzazione di un servizio di piatti, bicchieri e contenitori dove la discontinuità cromatica sia il codice interpretativo degli stessi, associandola alla celebre trasparenza, limpidità e colorazione delle acque del Mare Mediterraneo. Intervenendo con il progetto, l’errore si trasforma in oggetto, pezzo unico.

Giorgio Laboratore, Faraday
Secondo Timothy Morey, vicepresidente di Frog Design ed esperto di innova&on strategy, le “Faraday Zone”, luoghi senza web dove potersi disconnettere, saranno presto un tema all’ordine del giorno. ll progetto vuole quindi riflettere sul valore del disfunzionamento e del blackout indotto non accidentalmente, sabotando il funzionamento dei dispositivi intelligente all’interno dell’ambiente domestico e sovvertendo le regole della comune vita odierna. Lo fa lasciandosi suggestionare dalla sensazione di essenzialità e di pace data dall’isolamento che si prova stando in alcuni luoghi della Sicilia, quasi come a portare a casa un ricordo.

4P1B Design Studio, Persiana
La persiana è una lampada al contrario, da “accendere” quando troppa luce entra in una stanza, un filtro tra interno ed esterno permeabile a suoni e profumi ma che riduce la quantità di luce senza bloccare completamente la vista verso l’esterno. Guardare attraverso una persiana, come spiare da una fessura, permette di osservare il mondo difendendo la propria intimità. I designer vogliono ripensare questo oggetto, preservarne i caratteri tipici alterandone però la struttura rigida per creare effetti diversi e inaspettati.

Giulio Patrizi, Anonimo Italiano
Analizza il pensiero disfunzionale e l’italianità. Noi italiani siamo sommersi da opere d’arte trascurate, che cadono a pezzi. L’opera d’arte italiana, rotta e frantumata, viene declassata a scolapasta, oggetto popolare emblema di un’italianità “godereccia e magnacciona”. La ferita, dovuta alla poca attenzione, diventa spunto progettuale e rinascita dell’oggetto: uno squarcio che lascia passare l’acqua!

Luca Scarpellini – useDesign, Loki
La fame di prodotti a cui siamo costantemente soggetti ha modificato radicalmente la nostra percezione qualitativa del mondo, fondato oramai solamente sull’apparenza. “LOKI” è un vassoio portavivande in legno la cui impiallacciatura pregiata sembra staccarsi ed arricciarsi lasciando intravedere al suo interno una struttura in semplice truciolare. Come l’adulto che spiega il gioco di magia al bambino “LOKI” svela il trucco del sistema design odierno in un mal riuscito tentativo di nasconderne la finzione instrinseca.

Marta Lavinia Carboni, Ruggine
Un quadro da esterni, una lastra di metallo che rivela giorno dopo giorno la sua “disfunzione”. L’errore diventa qui progetto, l’ossidazione decorazione, per trasformare un difetto in pregio, per fare del passare del tempo un valore. Uno speciale trattamento antiossidante steso seguendo un preciso disegno farà infatti in modo che la ruggine, formatasi secondo i tempi di acqua e vento, si appropri pian pianino della superfice del metallo seguendo una specifica trama geometrica.

Serena Confalonieri, I love Mom
Il progetto che la designer propone prevede la trasformazione di alcuni prodotti Ikea, attraverso un utilizzo differente, che vada a toccare alcuni stereotipi dell’italianità (l’attaccamento alla mamma, la pigrizia, la religione cattolica, il cibo…), ed uno stravolgimento estetico, tramite l’uso di materiali, colori e tecniche propri della tradizione mediterranea.

Elena Salmistraro, Motus_instabilità migrante
Rappresenta formalmente, con le due gambe posteriori e il piano d’ appoggio, l’aderenza alle tradizioni, alle “radici”, ai canoni vigenti, ed allo stesso tempo la grande ed inconsueta ruota anteriore,
elemento destrutturante e parallelamente caratterizzante, indica la nostra costante instabilità, la necessità di movimento, finalizzata alla ricerca di una vita migliore. Il risultato finale è un ibrido, una mutazione formale a metà tra un tavolino e una carriola. Un meticcio.

Studio Natural, nome non definito
L’idea è creare un elemento che possa immagazzinare e restituire l’energia all’interno delle mura domestiche, un complemento d’arredo flessibile e irrequieto che incanali questa disfunzione per
trasformarla in risorsa.

Uovodesign, Memorie d’acqua
Quando l’acqua evapora lascia dietro se linee, tracce di calcare e magnesio che erano in essa contenuti. Residui che se invece di sporco fossero considerati come decorazioni? Queste impronte per formarsi hanno bisogno di tempo, una lentezza che le rende preziose, progettando l’evaporazione si possono ottenere decori su superfici e oggetti, un nuovo linguaggio estetico delle incrostazioni.

Whomade + Michela Milani, Superface
Si tratta di uno still-­‐life di oggetti realizzati interamente con nastri adesivi stampati. Simulando le diverse texture dei materiali, i nastri danno forma agli oggetti, costruendoli nello spazio a partire unicamente dalla loro apparenza superficiale. La bidimensionalità che descrive la superficie degli oggetti, ripetuta all’infinito, ha la presunzione di diventare tridimensionale.

posted in Abitare.it on February 21th, 2014. Click HERE to read the original post

UN CAVALLO A DONDOLO “DIDATTICO”
IFU Toys (acronimo di Instructions Of Use) è un progetto che scaturisce dalla voglia (e dal bisogno, sempre più sentito…) di riscoprire momenti di aggregazione familiare attraverso il gioco. Nasce così Furio, un cavallo a dondolo creato da Giulio Patrizi e Luca Scarpellini, fondatore dello studio Use Design. Un oggetto semplice, evocativo e completamente naturale, pensato per essere costruito a 4 mani: quelle di un adulto e quelle di un bambino. Un momento di condivisione importante per entrambi. Furio è prodotto da Gi.Go, azienda specializzata nella distribuzione di giochi ecologici www.usedesign.it www.gigoitaly.com www.instructionforuse.com
posted in Design Street on February 12th, 2014. Click HERE to read the original post

FURIO, rocking horse
Parlo spesso di giochi e di prodotti per bambini. Belli, certo, ma spesso pensati per essere usati solo dai piccoli.
Ci sono, poi, oggetti che invece nascono fin da subito con finalità diverse, che vanno oltre il gioco. Ovvero il creare un momento di condivisione, tra un adulto e un bambino, passando del tempo piacevole insieme.
E’ quanto successo con FURIO, un curioso cavallino a dondolo disegnato da Luca Scarpellini (useDesign Studio) e Giulio Patrizi per IFU© – Instruction For Use. Un gioco che non solo rievoca oggetti del passato, ma che invoglia alla manualità, con un certo orientamento anche didattico.
FURIO fa parte di un progetto più ampio che nasce dalla collaborazione tra due realtà specializzate in prodotti e giocattoli, Gi.go e IFU: il primo focalizzato sul design for kids, il secondo, invece, orientato al design fai da te, acquisto di materiale compreso, da costruire seguendo semplici istruzioni cartacee o video.
Il cavallino a dondolo verrà presentato tra pochi giorni, nell’ambito della prima edizione di HOMI, la fiera dedicata agli stili di vita, che sostituisce e completa il vecchio MACEF.
posted in A Misura di Bimbo on January 15th, 2014. Click HERE to read the original post

DESIGN FAI DA TE: IFU – INSTRUCTION FOR USE
Lo ammetto, mi capita molto spesso di voler creare qualcosa di mio, per la casa, gli amici o anche per me stessa. Mi dico “che figata, idea geniale!” e poi mi blocco perché non so concretamente come realizzare l’oggetto in questione. Credo che la medesima cosa sia capitata, almeno una volta nella vita, a ciascuno di voi. Per fortuna in nostro soccorso è arrivato un gruppo di giovani designer che ha deciso di aiutare anche i più imbranati del fai da te. Grazie a loro creare lanterne, tavoli, panche, librerie e perfino docce da giardino non è più un problema.
Si chiamano IFU – Instruction For Use, e come suggerisce il nome, danno la possibilità di realizzare in completa autonomia oggetti d’arredo funzionali e ad alto contenuto stilistico. Come? Semplicemente indicandoci i materiali e gli strumenti necessari e fornendoci le istruzioni, che sono disponibili non solo su carta ma anche in un comodissimo video tutorial. Basta scegliere il progetto da realizzare, acquistare a un costo simbolico il pieghevole con le istruzioni (€5 su Etsy), dirigersi al primo negozio fai da te, comprare i materiali e creare. Facile no? E il bello è che ogni oggetto è concepito utilizzando materiali che possono essere facilmente reperibili in un unico negozio fai da te, così da evitare sprechi di tempo, pazienza ed energie.
Filiera corta, bassi, costi, km zero e zero packaging: IFU è una risposta concreta alla crisi economica, ma non solo, è anche una fuga dall’autoreferenzialità del design globalizzato, dalla standardizzazione di massa che non lascia spazio alla manualità e alla creatività. Instruction For Use ci porta alla riscoperta di valori, risorse e passioni che con gli anni avevamo dimenticato e ci rende partecipi. Finalmente tutti possono avere in casa un prodotto di design totalmente realizzato con le loro mani.
www.instructionforuse.com
posted in Artisign Explosion on February 11th, 2014. Click HERE to read the original post